A volte ritornano…

by - aprile 28, 2015


Eccomi qui, di nuovo.
Sono sparita per un bel po’ e chiedo scusa per questo sia a chi mi seguiva sia alle aziende con cui collaboravo.

I motivi? Molteplici, molto seri, motivi personali per lo più, ma anche il desiderio di staccarmi da un mondo che non sentivo più mio.

E’ da un anno che non pubblico più sul blog, ma è da molto più tempo che non realizzo nail art per pura passione. Troppo tempo, lo so.


Nel dicembre del 2012 ho perso mio padre, il mio più grande punto di riferimento e… mi è crollato tutto addosso. Sarà una frase fatta… ma esprime bene ciò che ho vissuto e che ancora oggi vivo dentro di me.

La morte fa parte della vita e, soprattutto, fa parte del cammino di crescita che spetta a ognuno di noi… ma, chissà perché, si pensa sempre che toccherà agli altri e mai a noi. Beh, nel 2012 Lei ha scelto la mia famiglia. In 6 mesi ho visto un “baluardo” crollare sotto il peso subdolo della malattia. Lo chiamavano tumore… ma io preferisco usare la parola “CANCRO”, esprime meglio l’atrocità della guerra fisica e interiore che si deve affrontare. Una guerra per chi si ammala e per chi gli è intorno.
Mio padre era stato sempre bene e, solo dopo, ho capito quanto io sia stata fortunata ad averlo avuto accanto per così tanto tempo in buona salute. Era stanco di vivere o, forse, era stanco di soffrire e si è arreso.
Vedere una persona così seria, buona, onesta e generosa… patire e logorarsi a quel modo… ha messo in discussione la mia fede. Non so se esista una giustizia divina, non lo so più. Forse l’essere umano è diventato talmente cattivo che il sacrificio di Gesù non basta più? Bah, per me ormai queste sono solo favolette.

Nello stesso periodo sono stata operata per l’ennesima volta e mi è stata tolta la possibilità di avere figli. Nel giro di un mese ho perso il mio passato, il mio presente e il mio futuro.

Si sopravvive a tanto dolore? Sì, potrei dire “purtroppo” sì… ma ometto il “purtroppo”.

La vita è strana… magica nella sua imprevedibilità. Diamo sempre tutto per scontato, come se il domani fosse uguale al nostro oggi e così tutti i giorni a venire. In realtà, noi non conosciamo nulla del nostro futuro. Progettiamo, conserviamo soldi, studiamo… ma dimentichiamo che siamo “sotto un semplice cielo”.
La vita prende e dà… e io sono qui ad aspettare ciò che mi deve dare, lo pretendo, perché mi ha tolto la parte più importante del mio io.

Vivo oggi cocciutamente, vivo… anche se in modo diverso, guardando tutto e tutti con occhi diversi, distaccati.
Mi sono liberata del “superfluo” e per “superfluo” intendo non solo le cose inutili che la società del consumismo fa passare per fondamentali… intendo anche le persone “superflue”. Prima anteponevo tutti a me stessa, ora metto me prima di tutti e non è egoismo. No che non lo è.
Osservate chi vi sta intorno… quanti di loro vi cercano perché vi vogliono davvero bene e vogliono sapere come state? Pochi, pochissimi. I più usano un “come stai?” solo per sfogarsi, solo per avere l’occasione di raccontarsi, di ripetere ossessivamente ciò che di male va nella loro vita, una sorta di liberazione il loro vomitarci addosso le proprie frustrazioni. Noi per loro non abbiamo problemi, o meglio i nostri problemi non valgono nulla a confronto.
Ecco, io ero stanca di questi meccanismi, ero stanca di essere sempre disponibile ad ascoltare, a consigliare.
Alcuni hanno capito e si sono moderati… altri si sono allontanati, additandomi persino come egoista e menefreghista. Pazienza. Alla fine gli amici veri si contano con una mano no? :)

Come ho reagito all’indescrivibile vuoto provato?
Il segreto è non pensare, tenersi il più occupata possibile pur di non pensare.
Mi sono, così, tuffata in ciò che mio padre amava di più: piante e fiori. Non ho il pollice verde (lui era un mago con il verde), ne ho fatte fuori parecchie prima di capire come una pianta vada curata. Oggi posso dire di essere una discreta giardiniera. :)
Le piante sono come gli animali… vanno capite e accudite come eterne bambine. E i fiori e la loro crescita rappresentano il loro modo di ringraziare.

Terminata la cura “piante”, cura piuttosto dispendiosa quando si compra l’impossibile… ho sentito il bisogno, dopo circa un anno, di circondarmi di bianco, colore che per me significava delicatezza e un “nuovo inizio”. E la mia stanza da arancione si è colorata di "bianco". Devo finire di sistemarla, prima o poi la completerò.

Dopo quasi 3 anni di tumulti interiori, di febbre spasmodica del fare qualcosa (ma non si sa cosa)…  oggi mi ritrovo qui, di nuovo.

Non riuscirei mai ad abbandonare questo spazio, per me scrivere, colorare e “scarabocchiare” sono vitali. Scrivere mi aiuta a mettere ordine tra i pensieri… colorare mi aiuta a rendere viva la mia quotidianità.

In questi anni di stasi ho perso alcune collaborazioni, alcune aziende, però, hanno continuato con grande comprensione a inviarmi prodotti da recensire, prodotti ben conservati che lentamente recensirò. Devo capire come aprire una sezione del blog dedicata solo al make-up.

Sono tornata, ma con animo diverso. Ho voglia di creare sì, ma lo farò senza preoccuparmi di social e di numeri. Creare per pura voglia di farlo e non per compiacere nessuno. Sono convinta che ciò mi renderà molto più produttiva.

Il mondo della nail art e del make-up, vi confesso, non mi piaceva più, tutto troppo legato ai followers… felice che Facebook abbia fatto piazza pulita… rompendo un meccanismo deleterio per tutti.

L’onestà, inoltre, era/è una dote rara. Ho iniziato a fare nail art nel 2009, ho pubblicato post su argomenti mai affrontati prima in Italia e, oggi, rivedo i miei post ripresi in video altrui senza citarmi. “Tutto ciò che diventa pubblico non ci appartiene più” disse qualcuno, probabile sia così, ma il non citare le fonti è un comportamento disonesto.  Altro motivo del mio distacco.
Sono convinta, però, che lo stile di ognuno è in-copiabile, si possono avere solo brutti cloni intorno. Questa certezza che vale nella vita in ogni settore mi dà un motivo in più per riprendere pennelli e smalto.

Chiedo perdono per essermi dilungata. La scelta di parlare del mio personale è stata molto combattuta, ma era giusto per me dare una spiegazione a chi mi è rimasta accanto nonostante i miei silenzi. Una spiegazione arrivata tardi, ma prima non me la sentivo. Sorry.

Attraverso Facebook ho conosciuto persone che mi seguono ancora nonostante la lunga pausa, pronte sempre a lasciarmi commenti teneri… a loro va il mio ringraziamento più grande. 
Grazie a tutte coloro che di tanto in tanto sono tornate nei miei spazi a chiedermi che fine avessi fatto.

Eccomi qui. A volte ritornano. :)

Roberta

p.s. vi mostro un angolo della mia stanza rinnovata… sì è un albero. :)

stanza

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